Zhū Yǐhǎi (朱以海), Principe di Lu (Lǔ Wáng - 魯王), imperatore Gēngyín 庚寅 | Kinmen Rising Project


Zhū Yǐhǎi (朱以海), Principe di Lu (Lǔ Wáng - 魯王), imperatore Gēngyín 庚寅

Tra le figure storiche più importanti dell'arcipelago di Kinmen - JīnMén - Quemoy - 金門 vi è un nome ai più sconosciuto, quello di Zhū Yǐhǎi (朱以海), uno degli ultimi imperatori della dinastia Ming del Sud. Zhū Yǐhǎi, figlio di Zhū Shòuyōng (朱寿镛), succedette al fratello maggiore Zhū Yǐpài (朱以派) divenendo il nono Principe di Lǔ. Egli nacque nel 1618 (equivalente al 46° anno dell'imperatore Wanli), e morì nel 1662, mentre regnò dal 1645 sino alla sua morte. L'era del suo regno porta il nome di Gēngyíng (庚寅): 1645 - Giugno 1655.
La dinestia Ming era di etnia Han, e gli imperatori appartenevano alla famiglia Zhū.

flickr-13901099197.jpgDunque, perché il suo nome è legato a Kinmen - JīnMén - Quemoy - 金門? Per ragioni storiche: lì infatti egli si rifugiò nel 1651, in seguito alla presa di potere dei Mancesi che fondarono la dinastia Qing, e la conseguente caduta dei Ming. Ciò nonostante alcuni monarchi di tale dinastia continuarono a proclamarsi legittimi imperatori sino al 1662, e regnarono su alcuni territori del sud, appartenenti alle antiche province del Guandong e Fujian. L'arcipelago di Kinmen - JīnMén - Quemoy - 金門 divenne per alcuni anni l'ultimo bastione difensivo dei fedeli alla dinastia Ming, per tale motivo le sue ultime vestigia, e diversi personaggi storici, tra cui anche il celebre condottiero Zhèng Chénggōng (Koxinga) - 鄭成功, vi rimangono indissolubilmente legati. Da qui inoltre partì la campagna di liberazione dello stesso condottiero contro gli Olandesi che allora occupavano Taiwan.


 Nel 1644, la capitale dell'impero Ming, che dovevano difendersi dagli attacchi dei Mancesi a nord, cadeva sotto i colpi della neonata dinastia Shun. L'imperatore Ming Chóngzhēn (崇禎), nato Zhū Yóujiǎn (朱由檢), si suicidò, lasciando di fatto il trono vacante. Il leader della dinastia Shun, Lĭ Zìchéng (李自成), in origine non era altro che un povero contadino nato nel distretto di di Mizhi (米脂縣), a Yan'an. Egli riuscì a raccogliere intorno a sé decine di migliaia di persone ed organizzare così un esercito che si oppose alla casata degli Zhū. Via via conquistò nuovi territori, e nel 1642 si autoproclamò primo re della dinastia Shun (Shùn cháo - 順朝) di Xi'an. Tuttavia egli non riuscì a consolidare il proprio potere, e pochi mesi dopo fu sconfitto nella battaglia del Passo di Shanhai dai Qing. Ritornò quindi a Pechino, dove si proclamò a tutti gli effetti imperatore della Cina, e poi fuggì nello Shaanxi, dove morì nel 1645, in circostanze non chiarite. Così la sua dinastia si esaurì nell'arco di un anno.

flickr-14088177144.jpgQuesta breve digressione serve per introdurci alla vicenda chiave che riguarda Zhū Yǐhǎi, ovvero la successione al trono di imperatore. Infatti quando la capitale Pechino venne conquistata da Lĭ Zìchéng (李自成), a parte la breve parentesi della dinastia Shun, divenne preponderante fra coloro i quali erano rimasti fedeli alla casata degli Zhū, di individuare un successore che legittimasse la resistenza all'invasione dei Mancesi da parte dei fedeli alla dinastia Ming, che nel frattempo si erano organizzati nelle regioni meridionali della Cina.
Inizialmente fu Zhū Yóusōng (朱由崧), Fú Wáng (福王) o Principe di Fu, che dopo la caduta della capitale Pechino iniziò l'Impero Ming del Sud con capitale Nanchino (Nánjīng -南京), il cui nome significa appunto "capitale del sud". Lì costituì un governo in esilio e poi assunse il titolo di imperatore, col nome di Hóngguāng (弘光). Il suo breve regno, 1644 - 1645, si sovrappose parzialmente a quello della neonata dinastia Shun. Poco competente, più avezzo ai banchetti che al governo, non riuscì ad opporsi alla concquista di Nanchino nel 1645 da parte dei Mancesi. Zhū Yóusōng (朱由崧) e la sua corte fuggì a Wuhu (蕪湖) venne catturato e deportato a Pechino. Sempre nel 1645 egli fu giustiziato.

 Negli anni successivi i pochi fedeli alla dinastia Ming rimasti continuarono a proclamare nuovi imperatori, mentre la dinastia Qing della Manciuria, ormai affermatasi, continuava a sconfiggerli e detronizzarli. Zhū Yǐhǎi (朱以海) fu appunto il quarto di questa serie non consecutiva, tenendo presente che in certi momenti gli imperatori della dinastia dei Ming del Sud potevano essere anche più di uno.

Zhū Yǐhǎi (朱以海) acquisì il titolo di imperatore nel 1646, su suggerimento dei suoi sostenitori. Egli aveva infatti già partecipato alla lotta di resistenza presso Táizhōu 臺州, nello Zhejiang, col supporto di ufficiali quali Zhāng Guówéi (張國維), Qián Sùlè (錢肅樂), Zhāng Huángyán (張煌言), Sūn Jiājì (孫嘉绩), Xióng Rǔlín (熊汝霖), Fāng Guóān (方國安) and Wáng Zhīrén (王之仁). L'acquisizione del titolo conferiva alla nomina una più alta legittimazione, nella speranza di raccogliere intono a sé più uomini e risorse. Gli invasori Qing avevano nel frattempo già conquistato ampi territori nel nord ed oltrepassato il fiume Yangtze.
A questo punto sorse un ulteriore problema: anche il Principe di Tang (Táng Wáng - 唐王), nato Zhū Yùjiàn (朱聿鍵), si autoproclamò legittimo imperatore della dinastia Ming. Egli, col supporto del condottiero Zhèng Zhīlóng (鄭芝龍), padre di Zhèng Chénggōngon - Koxinga (鄭成功), controllava la provincia del Fujian.
I due contendenti, in conflitto fra di loro, non riuscirono a far fronte comune contro gli invasori Qing. Il Principe di Lu fu così costretto a ritirarsi verso sud. Grazie all'impegno di alcuni fra i suoi più fedeli ministri, tra cui Zhāng Míngzhèn (張名振), Zhèng Cǎi (鄭彩) e Zhāng Huángyán (張煌言), egli riuscì a rifugiarsi dapprima a Chángyuán (長垣), vicino a Fúníngzhōu (福寧州), nel nordest del Fujian, e poi a Zhōushān (舟山), situata nella costa est della provincia di Zhejiang. L'esecito dei Qing arrivò però anche lì, ed il principe fu nuovamente costretto a fuggire. Riuscì comunque ad ottenere la protezione dell'esercito di Zhèng Chénggōngon (Koxinga) - 鄭成功, che occupava parte del Fujian, e nel 1651 si rifugiò quindi a Kinmen - JīnMén - Quemoy - 金門; va notato che Koxinga servì più di un pretendente al trono imperiale, in momenti diversi. Successivamente il monarca si spostò a Nánào (南澳), che attualmente fa parte della città - prefettura di Shàntóu (汕头), nel Guangdong. Nel 1653 rinunciò al titolo di principe, e nel 1662 morì, proprio a Kinmen - JīnMén - Quemoy - 金門. Quest'ultima un anno dopo venne conquistata dai Qing.
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La tomba di Zhū Yǐhǎi (朱以海), Principe di Lu, venne scoperta soltanto il 22 agosto 1959, dal maggiore Liu Chan-yen, smentendo così l'ipotesi che fosse stato gettato in mare dallo stesso Koxinga.
Il luogo della sepoltura, chiamato Lu Wang Ceremony Park, (魯王墓 oppure 魯王墓園) si trova su Section 5, Boyu Road, a margine di un ampio spiazzo lungo di essa, fra i boschi del monte Tàiwǔshān (太武山), all'interno del Parco Nazionale di Jīnmén - 金門國家公園, in JīnhúZhèn - 金湖鎮.

Nel 1959 venne rinvenuta all'interno della tomba una lapide con delle iscrizioni, trasferita presso il National Museum of History di Taipei. I 726 caratteri narravano la visita dell'imperatore, accompagnato da ufficiali del suo esercito e da personalità della politica del tempo nella province di Zhejiang, Fujian e Guangdong dopo il 1644, anno della caduta della dinastia Ming. Inoltre l'iscrizione riporta un'importantissima notizia riguardante la morte dello stesso Zhū Yǐhǎi (朱以海): il regnante morì a causa dell'asma, proprio a Kinmen, circa sei mesi dopo la morte del condottiero Zhèng Chénggōngon (Koxinga) - 鄭成功 a Taiwan.
L'iscrizione è stata esposta nel locale Historical Folk Museum nel giugno 2017 per poi ritornare presso il National Museum of History di Taipei; al museo di Kinmen è comunque presente una replica creata con una stampante 3D.


Note: I nomi delle dinastie e delle province non sono scritti in pinyin
Fonti:
CHINAKNOWLEDGE - a universal guide for China studies
Wikipedia

http://focustaiwan.tw/news/aedu/201706150026.aspx