A Miracle in Time: an exhibition about Kinmenese diaspora and the idea of home - 奇蹟的發生 | Kinmen Rising Project


A Miracle in Time: an exhibition about Kinmenese diaspora and the idea of home - 奇蹟的發生

Dal 19 settembre al 1 aprile 2015 si terrà presso la Residenza di ChénjǐngLán - 陳景蘭洋樓, una mostra sulla diaspora degli abitanti di Kinmen.


flickr-8288813984.jpgTra il 1860 ed il 1949, numerosi abitanti dell'arcipelago abbandonarono la terra natia per cercare fortuna altrove: Malesia, Singapore, Indonesia, Giappone e Filippine furono le destinazioni privilegiate. Intere famiglie si separarono, con gli uomini in cerca di lavoro altrove, mentre le donne si ritrovarono a dover supplire alla mancanza della forza lavoro nei campi, oltre che a dover svolgere le usuali faccende domestiche e badare ai figli. Spesso, quando questi ultimi crescevano, migravano verso le stesse destinazioni di padri, zii e cugini, lasciando madri e sorelle. Alcuni fra gli infaticabili abitanti di Kinmen fecero fortuna, e poterono così inviare denaro ed aiuti alla propria famiglia. Dopo alcuni anni fecero in parte ritorno nell'arcipelago, e grazie alle ricchezze accumulate, furono in grado di apportare un grande beneficio alle proprie famiglie e di riflesso anche al resto degli abitanti. Fecero costruire abitazioni in stile occidentale, ma con un tocco di originalità architettonica, per ospitare i membri del proprio clan; fecero edificare scuole per i figli e templi per i propri antenati.
Tuttavia alcuni dei migranti, che pur erano riusciti a raggiungere un buon livello di vita, non fecero più ritorno; si costruirono una nuova famiglia nel luogo che li aveva accolti, e si stabilirono lì, abbandonando la famiglia originaria. In alcuni casi, alcuni, pur risposandosi con donne di altre nazionalità, non rinnegarono il proprio passato, e continuarono a mantenere i contatti ed inviare denaro alle famiglie originarie.
Le storie di queste famiglie sono però spesso costellate di tragedie ancor peggiori; molti degli uomini che si imbarcarono, perirono nel viaggio, o di stenti o di malattie. Per altri, la nuova patria si rivelò una scelta infelice, e furono costretti a ritornare. I più sfortunati vi trovarono la morte.
L'intera epopea del popolo di Kinmen ha prodotto una gran mole di storie, documentazione e ricordi. Seppur risalenti ad un periodo non molto lontano nel tempo, essi corrono il rischio di andare perduti fra le sabbie del tempo, mano a mano che i protagonisti invecchiano e muoiono. Ecco perché è importante mantenerne viva la memoria per le generazioni future e per tutti coloro i quali possono scoprire vicende antiche ed ai più sconosciute. La diaspora degli abitanti di Kinmen è infatti conosciuta, spesso in modo approssimativo, solo da loro stessi a da coloro i quali furono in qualche modo coinvolti.

La mostra intende appunto proporre ai visitatori le storie di quegli uomini e quelle donne, che nel corso di tre generazioni, causarono un notevole impatto nello sviluppo sociale, storico, economico dell'arcipelago. L'associazione The Local Methodology, col patrocinio del Bureau of Cultural Heritage in seno al Ministero della Cultura, e del Cultural Affairs Bureau of Kinmen County, ha raccolto appositamente per l'occasione, testimonianze fotografiche ed audio visive di quegli eventi, coadiuvate da documentazione ed oggettistica dell'epoca. Le tematiche ricorrenti della propria patria, della famiglia, delle vicende personali e della propria identità culturale, emergono prepotentemente ed invitano il visitatore ad una profonda riflessione su di un passato che non manca di rispecchiarsi nel mondo odierno, in cui grandi masse di popolazione continuano a fuggire da povertà e guerre in cerca di una vita migliore, ma per i quali il destino ha spesso riservato una sorte malevola, fatta di atroci sofferenze e di morte.
 Come fu per gli Italiani che migrarono in America, come avviene oggi per Medio Orientali ed Africani che fuggono in Europa. Nel suo piccolo anche Kinmen visse quei drammi, e ciò ci rende ancora più vicini.

Il programma della mostra prevede una cerimonia d'apertura il 19 settembre dalle ore 19.00 alle 21.00

Di contorno alla mostra sono previsti ulteriori quattro eventi particolari:

Il 20 settembre a Lièyǔ (烈嶼), nel villaggio di 上林 - Shànglín, si terrà una visita ad un tipico edificio in stile occidentale, chiamato yánglóu - 洋樓. Si tratta di uno dei pochi ancora abitati, e l'ospite narrerà la storia della propria famiglia, nonché quella dell'edificio, fatto edificare dal prozio.

Il secondo evento si terrà presso il villaggio di Pu-bian 浦邊村, nella mattinata del 27 settembre 2014. Si tratta di una visita guidata a tale luogo, ove si trovano diversi edifici in stile occidentale, detti yánglóu - 洋樓. Ospite dell'evento sarà il Dr. Bowei Chiang che narrerà le vicende degli abitanti di questo villaggio, da cui molti partirono per le Filippine in cerca di fortuna.

Il terzo evento si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno, il 27 settembre. Si tratta di un workshop di carattere tecnico, presso la Residenza di ChénjǐngLán - 陳景蘭洋樓. Verranno presentati gli elementi architettonici basilari che costituiscono gli edifici in stile occidentale, yánglóu - 洋樓. I partecipanti, una volta acquisite le nozioni basilari, verranno invitati a stilare una bozza di semplice progetto architettonico, per la creazione di uno di qui tipici edifici.

Il quarto infine è previsto per il 22 novembre, dalle 9am alle 12am. Si tratta di un evento riservato agli insegnanti di scuole primarie e secondarie, e lo scopo è quello appunto di formarli in merito alle tematiche presentate dalla mostra, affinché possano trasmettere tali conoscenze ai propri alunni.

I dettagli della mostra e del programma dei diversi eventi sono presenti sul sito della stessa, in lingua cinese ed inglese:

http://miracle.splashthat.com/


Ricordo infine che il numero di posti disponibili per gli eventi è limitato, ed è quindi necessario prenotarsi sul sito.

Di seguito, alcune immagini della cerimonia d'apertura dell'esibizione.