Introduzione alla lingua cinese, le sue varietà e dialetti | Kinmen Rising Project


Introduzione alla lingua cinese, le sue varietà e dialetti

Premessa: ho deciso di scrivere questo articolo sulla lingua cinese e le sue varietà per fare un po' di chiarezza sull'argomento. Dopo aver consultato Wikipedia, sono rimasto ancora più confuso di prima; mi spiace doverlo dire, ma gli articoli in italiano sul tema non sono chiari e comprensibili. Perciò ho deciso di fare una piccola ricerca (sì, come a scuola), consultando varie fonti, tra cui anche Wikipedia per cercare di spiegare meglio questo argomento, per poi giungere al fulcro del discorso che mi interessa: spiegare la lingua taiwanese a chi parla solo italiano o quasi.

La lingua cinese fa parte della famiglia sino-tibetana. La definizione di lingua cinese è piuttosto ambigua per ragioni storiche, culturali, antropologiche e geografiche.
Inoltre è necessario distinguere il cinese scritto da quello parlato. Questo è un aspetto assolutamente fondamentale per comprenderle la varietà e la vastità dell'universo linguistico cinese.
Nota: la scrittura ideogramma/ideogramma significa che il primo è in cinese semplificato ed il secondo in cinese tradizionale

Un primo scoglio è quello di definire il cinese come lingua o come insieme di lingue. Una differenza difficile da stabilire e che si presta a diverse interpretazioni a seconda dei parametri che si vogliono considerare. Sul territorio vengono parlati infatti una grande quantità di linguaggi; alcuni sono tra loro intellegibili, altri invece no. Anche a livello di cinese scritto possono esistere delle differenze, che quindi rendono ancora più difficoltosa una catalogazione filogenetica dei diversi linguaggi. In Cina esistono i dialetti 方言 (fāngyán), solitamente considerati fra loro intellegibili; ciò che invece non lo è viene spesso, ma non sempre, considerato come una varietà della lingua, se non addirittura un linguaggio a sé stante. Si tratta comunque di speculazioni più che altro utili a comprendere i limiti della categorizzazione linguistica cinese.

Cinese scritto
Oggigiorno il cinese scritto viene chiamato zhōngwén 中文, ed è (più o meno) lo stesso in tutta la Cina ed i territori ove si parla il cinese mandarino, come Taiwan e Singapore. Voglio ribadire tale concetto: dove si parla il mandarino, NON le altre varietà!
Esso si può scrivere tendenzialmente in due modi: il metodo semplificato, introdotto nella Cina Popolare con la Rivoluzione Culturale, ed il metodo tradizionale, utilizzato a Taiwan, Hong Kong e da altre parti. La differenza sta nel modo di scrivere gli ideogrammi o hànzì (tradizionale: 漢字, semplificato: 汉字); una stessa sillaba con il medesimo tono e significato, può essere scritta in due modi diversi, a seconda del metodo prescelto. Per esempio l'ideogramma corrispondente alla parola distretto, zona, è 區 se usiamo il cinese tradizionale, 区 se usiamo il semplificato. La pronuncia è la stessa, qū.
Esitono, come abbiamo detto sopra, alcune differenze nel zhōngwén 中文, per esempio alcune parole usate (e quindi scritte) in Cina, sono differenti rispetto a quelle equivalenti utilizzate a Taiwan. Per esempio "pattinaggio su ghiaccio" nella Cina Popolare si dice huábīng 滑冰, mentre a Taiwan si dice liūbīng 溜冰. In teoria, si tratta della medesima lingua parlata e scritta.

Fortunatamente, il cinese scritto ha subito molte meno mutazioni rispetto a quello parlato.
Fino al XX secolo, la maggior parte della scrittura cinese convenzionale è stata fatta in wényán (文言), tradotto come "cinese classico" o "cinese letterario", che costituiva lo standard scritto; dal 1919 si è passati al cosiddetto báihuà, (白話/白话), o cinese vernacolare. Un po' come paragonare il latino classico dei testi a quello volgare (sermo vulgaris), a quelle evoluzioni contaminate dai linguaggi locali che pure venivano utilizzate nei testi.
Il cinese vernacolare perciò costituisce una sorta di convenzione di scrittura, introdotta a partire dal XX secolo, basata su un insieme quasi identico di caratteri cinesi. La sua origine risale però a qualche centinaio d'anni prima, alla dinastia Ming (e quindi anche alla successiva ed ultima, la Qing), e costituisce il primo vero tentativo di unificazione della lingua scritta. Un esempio ricorrente di letteratura cinese vernacolare dell'epoca Ming è Il sogno della camera rossa 紅樓夢 (Hónglóu Mèng), scritto da Cáo Xuěqín 曹雪芹 nella seconda metà del 1700, la cui importanza dal punto di vista letterario può essere paragonata ad una delle prime opere scritte in italiano volgare da Jacopone da Todi.
Il cinese vernacolare non è completamente identico alla grammatica ed al vocabolario del cinese scritto moderno o zhōngwén 中文, ma quest'ultimo è basato principalmente sul vernacolare. Il cinese scritto standard di oggi viene quindi chiamato zhōngwén 中文. Se siete riusciti a non perdervi fino ad ora, siamo a buon punto :-).

Nel zhōngwén 中文, uno stesso ideogramma/parola avrà il medesimo significato per tutti i dialetti del mandarino, ma potrà assumere una differente pronuncia. Un tono diverso per esempio, piuttosto che una sillaba diversa, divenuta di uso comune in un certo luogo a causa di contaminazioni linguistiche con altri dialetti o varietà, o addirittura lingue completamente differenti (presumibilmente coreano, o giapponese, ma non sono in grado di fornire esempi).
Bisogna poi tener presente che il cinese scritto "ufficiale" utilizza termini e caratteri normalmente comprensibili e leggibili da tutti coloro i quali comprendono il mandarino standard, mentre il cinese scritto utilizzato in modo colloquiale, derivato dal lessico quotidiano, è spesso contaminato dal dialetto locale , e di conseguenza comprensibile esclusivamente da coloro i quali tale dialetto lo comprendono. Un parallelo può essere quello fra la lingua italiana ed i dialetti contemporanei, anche scritti. Non è quindi detto che un cinese proveniente dal nord sia in grado di leggere e comprendere quanto scritto da un cinese del sud in un zhōngwén 中文 remixato con termini e grammatica locali.

Scrittura nelle varietà del cinese
Volendo effettuare un breve escursus al di fuori del mandarino, tra le varietà 方言 - fāngyán - la scrittura della lingua si complica. Persino due cinesi che parlano il dialetto 吳方言 wú fāngyán, ma che provengono da città distanti tra loro come per esempio Shanghai e Wenzhou, potrebbero usare vocaboli diversi, sia nel suono che nella scrittura, per indicare la stessa parola: stare in piedi = 立 o 企, lì o qǐ. Va comunque notato che tali differenze esistono sia a livello di lingua scritta che parlata; data la maggior diffusione di quest'ultima, si potrebbe perciò supporre che le diversità riscontrate nei vocaboli col medesimo significato possano in realtà essere una conseguenza di una differenza della lingua parlata che è andata a rispecchiarsi in quella scritta. Ciò che può per esempio accadere con un vocabolo dialettale che entra piano piano a far parte del linguaggio comune e che assurge quindi alla dignità di vocabolo corrente sia parlato che scritto, con tanto di presenza sul vocabolario.

Ad ogni modo, per scrivere nelle varietà della famiglia cinese è possibile usare i caratteri cinesi del zhōngwén 中文, ma con alcune limitazioni.

  • non tutti i caratteri utilizzati nel zhōngwén 中文 vengono necessariamente utilizzati nella varietà 方言 - fāngyán
  • differenti varietà 方言 - fāngyán, NON vengono scritte con gli stessi caratteri. In altre parole una stessa frase in mandarino ed in taiwanese potrà essere scritta usando diversi caratteri, singole parole col medesimo significato potranno essere scritte utilizzando differenti ideogrammi nelle diverse varietà

Perciò non è vero ciò che vi (mi) hanno fatto credere sino ad ora, ovvero che il cinese scritto sia una lingua uguale per tutti e da tutti comprensibile! Lo è solo se riferito ai dialetti della famiglia del mandarino, ed anche al fatto che spesso chi parla una delle varietà è in grado anche di leggere il mandarino (ammesso che sappia leggere, ovviamente).

A dimostrazione di quanto detto, vi illustrerò alcuni esempi di differenze nella scrittura fra mandarino e taiwanese (hokkien, hoklo) utilizzando gli hànzì 漢字:

Hai già mangiato?
standard Chinese: 你吃飽了沒
Taiwanese: 你食飽未

Ora devo andare.
standard Chinese: 我先走了
Taiwanese: 我先來走

Dove?
standard Chinese: 哪裡
Taiwanese: 叨位

Cosa?
standard Chinese: 什麼
Taiwanese: 啥物

Non capisco (per tutte le persone)
standard Chinese: 聽不懂
Taiwanese: 聽無

Grazie
standard Chinese: 謝謝
Taiwanese: 多謝

Differente
standard Chinese: 不一樣
Taiwanese: 無同款

Perioftalmo
standard Chinese: 彈塗魚
Taiwanese: 花鲦[唸條] (in italiano si pronuncia huei1 diao3/ ni2 gao3)

Al 2007, il governo di Taiwan riconosceva 700 hànzì 漢字 comuni come utilizzabili per scrivere in taiwanese / Mǐn del sud. Tornerò su questo argomento nell'articolo dedicato a tale varietà.


Cinese parlato
Mappa delle varietà linguistiche cinesi (Wikipedia, CC 3.0 unported+others)Se comprendere l'evoluzione del cinese scritto è complicato, aspettate a leggere le spiegazioni sul cinese parlato. Mentre per la scrittura potevamo contare sullo zhōngwén 中文, leggibile e comprensibile da tutti, entro certi limiti, per il parlato dobbiamo riferirci ai termini:
语/語 yǔ = dialetto, linguaggio, discorso
话/話 huà = dialetto, linguaggio, parole, discorso, conversazione

Una di queste due sillabe viene posposta al nome del luogo geografico per indicarne la lingua parlata. Così abbiamo per esempio la lingua taiwanese che si chiama 台灣話 Táiwānhuà.

Le varietà di cinese parlato vengono suddivise in 7 o più gruppi, a seconda dei parametri di classificazione utilizzati. Io mi baso su quanto riportato da Wikipedia:

  •     Guan / Mandarin (官话 [官話] guānhuà) - mandarino
  •     Wu (吴语 [吳語] ng1nyiu2)
  •     Yue (粤语 [粵語] yuhtyúh) - cantonese
  •     Min (闽语 [閩語] bân-gú / mìng-ngṳ̄) (che alcuni linguisti dividono ulteriormente in 5-7 suddivisioni, tutte reciprocamente incomprensibili)
  •     Hakka (客家話 [湘語] hak7ga1wa3)
  •     Xiang (湘语 [湘語] xiāngyǔ)
  •     Gan (赣语 [贛語] gànyǔ)


Queste varietà vengono poi suddivise in altri gruppi
Tutte queste discendono dal Cinese Medio/Medievale 中古漢語/中古汉语 zhōnggǔhànyǔ, la lingua parlata fra il 5° e 12° secolo, tra l'epoca delle dinastie del Nord e del Sud e quelle Sui, Tang e Song. Il Cinese Medio, come prevedibile, si evolse a partire dal Cinese Antico/Arcaico 上古漢語/上古汉语 shànggǔhànyǔ, utilizzato nel periodo a cavallo fra le dinastie Shang - Zhou ed il periodo dei regni combattenti (1600 - 254 Avanti Cristo).

 

Albero della famiglia cinese delle lingue parlate:


Albero della famiglia cinese delle lingue parlate

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Tornando ai giorni nostri, il primo punto da fissare è che le suddette varietà sono fra loro inintellegibili, cioè fra di loro non si capiscono, la parlata è completamente differente, fatta salva qualche assonanza. Questa peculiarità fa sì che personalmente propenda per la definizione di famiglia di lingue cinesi, piuttosto che di lingua cinese. La differenza si coglie inevitabilmente quando per esempio ascoltiamo parlare una persona in mandarino e un'altra in cantonese. Come precedentemente detto però, essi scrivono tutti in zhōngwén 中文, non importa se tradizionale o semplificato, con qualche piccola differenza dovuta alla propria varietà linguistica. In altre parole, 你好 cioè "salve" (che si scrive nello stesso modo in cinese semplificato o tradizionale), sarà leggibile e comprensibile da tutti.

Vorrei a questo punto sottoporvi un'ultima annotazione.

Se voi chiedete ad un cinese (inteso come individuo che parla una delle succitate varietà) che differenza c'è tra pǔtōnghuà, hànyǔ, zhōngwén ecc, a meno che non sia laureato in filologia, linguistica ecc, vi risponderà che non vi è differenza. Se poi lo chiedete a qualcuno che non proviene dalla Cina Popolare, la confusione potrebbe anche aumentare. Io non pretendo certo di diffondere il verbo della verità assoluta, ma da quanto ho compreso in seguito alle mie ricerche, quei termini NON sono equivalenti, o quantomeno non perfettamente. Come già spiegato per esempio, zhōngwén si riferisce ad una lingua scritta, pǔtōnghuà invece al parlato. Mi pare che esista una gran confusione intorno a questi ed altri termini, e non solo presso chi studia il cinese o già lo conosce, ma anche fra chi il mandarino lo parla nativamente. Approfondirò ulteriormente la questione nell'articolo sulla varietà Guan / Mandarin (官话 [官話] guānhuà) che comprende il mandarino standard.

Ulteriori descrizioni particolareggiate sulle varietà linguistiche vengono affrontate in articoli separati.

 


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