Caposaldo L-005 據點 ed il massacro di Lieyu del 1987 - 東崗事件 | Kinmen Rising Project


Caposaldo L-005 據點 ed il massacro di Lieyu del 1987 - 東崗事件

L-005 sea bunker ruins - 1987 東崗事件 IMG_4595.JPGIl caposaldo L-005 si trova a Dōnggǎng 東崗, sull'isola di Kinmen Minore - 小金門, nei pressi del tíng chiamato 誠實亭, che si trova lungo Bīnhǎi boulevard - 濱海大道, il percorso che circonda l'isola. Anticamente la zona era frequentata da raccoglitori di molluschi e pescatori e di conseguenza era compito del personale di questo e degli avamposti vicini controllare il via vai.
La gran parte degli edifici che componevano il caposaldo è stata demolita, secondo un blogger del posto rimanevano soltanto il WC e la 中山室, la sala ricreazione, che per un certo periodo ospitò un negozio per i soldati dei dintorni. Come arrivarci è un mistero, in quanto l'impervia costa in quel punto è ricoperta da una folta vegetazione. C'è un sentiero cementato, nei pressi di una cava, che scende verso la spiaggia sottostante; a destra, con la bassa marea, si possono notare i resti di costruzioni in cemento che appartenevano (presumibilmente) al caposaldo. Piloni, rocce, barre d'acciaio, mine arrugginite: poco di visibile dalla spiaggia. Probabilmente però devono esserci i resti di un sentiero, nei pressi di una casamatta distrutta sulla spiaggia, attorniata da scogli ornati da cocci di vetro. Percorrendolo dovrebbe essere possibile trovare altre rovine.
La spiaggia è molto lunga, si estende dal promontorio di Dōnggǎng 東崗, dove dovrebbe trovarsi a rigor di logica la la fortezza L-004, ma che invece pare essere la L-006, ed il promontorio di Nánshāntóu - 南山頭 dove è situata L-013. Un luogo incantato, con lingue di sabbia chiara e pulita, limitato da impervie scogliere. L-005 sea bunker ruins - 1987 東崗事件 IMG_4597.JPGLo scenario è inframezzato da evidenti strutture di origine antropica, frangiflutti e resti di costruzioni militari. Solo pochi (scorbutici) pescatori frequentano la riva. Forse la ragione non è solo la difficoltà d'accesso. Come mai un luogo così bello, pacifico ed incontaminato è praticamente privo di esseri umani? Probabilmente la ragione risiede in un tabù che interessa la zona e che incute negli abitanti un certo timore reverenziale. Su quella spiaggia infatti avvenne uno degli episodi più cruenti e ripugnanti della storia bellica dell'isola: noto come 東崗事件 the Donggang Incident o The Lieyu Accident, il massacro di Lieyu del 7 marzo 1987 fu operato dai soldati della 158a divisione di fanteria pesante ROC - 烈嶼師 nei confronti di una ventina di profughi vietnamiti, tra cui donne e bambini. Una macchia indelebile per l'esercito del Kuomintang i cui vertici locali non solo uscirono praticamente impuniti dalla vicenda, ma che a suo tempo fecero di tutto per insabbiare quanto accaduto.
Il racconto che segue è tratto dalla relativa pagina di Wikipedia. Si tratta dell'episodio più orribile della plurisecolare storia dell'arcipelago, che ancora oggi desta raccapriccio ed ha lasciato numerosi interrogativi rimasti irrisolti, probabilmente per sempre.

Al tempo nell'esercito vigeva la regola "Non si accettano rese". Pochi giorni prima del massacro, il comandante di brigata aveva invece accolto due cinesi in fuga dall'entroterra, e per tale motivo era stato sollevato dall'incarico. Al suo posto era subentrato il suo secondo, comandante della 473a brigata, che aveva a tal proposito ammonito i suoi uomini in merito agli ordini. La sera del 28 febbraio, un'imbarcazione di pescatori cinesi nei pressi di Dàdān - 大膽 era stata bersaglio del fuoco della guarnigione dell'isola. Nonostante gli uomini avessero palesato l'intenzione di arrendersi, il colonnello che sovrintendeva la difesa fece affondare la barca. L'unico sopravvissuto che era riuscito a raggiungere uno scoglio, fu trascinato via dalle onde.
L-005 sea bunker ruins - 1987 東崗事件 IMG_4596.JPGIl 7 marzo una barca con dei richiedenti asilo provenienti dal Vietnam approcciò la costa di Kinmen. Il comando della difesa respinse la richiesta, e la barca venne accompagnata al largo da una pattuglia dei Draghi di Mare, con l'ordine di non tornare più. L'informazione sulla presenza dei profughi, per motivi sconosciuti, pare non sia mai stata trasmessa alle postazioni di difesa costiera di Lieyu. Alle 16.37 dello stesso giorno, sotto una folta coltre di nebbia, la barca venne avvistata dinnanzi alla costa di Lieyu. Il comandante delle forze di difesa e quello a capo del locale battaglione di fanteria giunsero sul posto. Furono sparati dei colpi di avvertimento, ma vennero ignorati e l'imbarcazione si arenò sulla spiaggia, dinnanzi al caposaldo L-05, in quanto preda di un'avaria che non le permetteva di manovrare. Su di essa si abbatté un fitto fuoco incrociato, e venne centrata da due colpi di bazooka. Tre vietnamiti uscirono con le mani in alto, gridando in mandarino di non sparare, ma vennero crivellati di colpi. Al capitano della 3a compagnia Donggang venne ordinato di esplorare l'imbarcazione. Dopo aver lanciato due bombe a mano, egli scopri che si trattava di profughi vietnamiti disarmati, i quali spiegarono il motivo per cui avevano ignorato i colpi d'avvertimento. I sopravvissuti ed i cadaveri dei morti vennero disposti sulla spiaggia. Vi fu un intenso conciliabolo con il comando della difesa, guidato dal generale Zhào Wànfù - 趙萬富, che ordinò l'esecuzione immediata di tutti i prigionieri. Coloro i quali non morirono alla prima raffica, furono finiti a colpi di pistola. Tra di essi, vecchi, donne, una delle quali incinta, bambini ed un infante. La mattina successiva un plotone medico venne inviato con lo scopo di seppellire i profughi; venne loro ordinato di uccidere eventuali sopravvissuti. I feriti vennero sepolti vivi, e quelli che ancora si muovevano, finiti a colpi di pala. La barca venne bruciata, ed i resti sepolti per nascondere quanto avvenuto. Anche per un bambino che si era nascosto ed era sopravvissuto al massacro, non vi fu alcuna pietà. Secondo un rapporto, in tutto 19 vittime, ma nelle memorie di uno dei protagonisti, pare fossero di più (ed è probabile). Alcuni membri del plotone medico che si erano rifiutati di trucidare i sopravvissuti furono mandati via e sostituiti da altri soldati.
La sera dell'8 febbraio una barca da pesca cinese si avvicinò per comprendere cosa fosse accaduto, ma venne affondata dalle batterie costiere. Quattro furono i morti del cosiddetto "Incidente dell'8 febbraio".
I corpi vennero inizialmente sepolti in tutta fretta sulla spiaggia, ma gli agenti atmosferici e le maree presto riportarono in superficie i corpi in decomposizione, i cani randagi scavarono per nutrirsi della loro carne. Malgrado l'assoluta segretezza, qualcuno sull'isola aveva avuto sentore della tragedia e tentato di avvisare qualcuno a Taiwan, nonostante le comunicazioni fossero tutte sorvegliate. L'odore della putrefazione, le segnalazioni di fantasmi e le urla udite nella notte della strage tolsero piano piano l'alone di segretezza imposto. Pare che alcuni abitanti abbiano tenuto delle cerimonie per le vittime del barbaro assassinio.
L-005 sea bunker ruins - 1987 東崗事件 IMG_4598.JPGGli alti piani fecero di tutto per insabbiare la vicenda, ricorrendo forse anche all'omicidio di alcuni testimone chiave, segretando i rapporti ed ordinando a tutti di tacere.
In seguito ad un ordine del generale Hau Pei-tsun, i cadaveri vennero spostati ed imprigionati per sempre in una colata di cemento appositamente preparata poco distante, dove riposano ancora oggi, senza un nome, senza un segno che ricordi la loro triste esistenza e la truculenta sorte.
Tempo dopo la vicenda emerse sulla stampa di Hong Kong, grazie anche ad alcuni soldati che erano a conoscenza dell'accaduto e che avevano terminato il periodo di servizio; essa venne poi ripresa dalla stampa della Republic of China. Vi furono delle indagini e la verità emerse. Tuttavia i responsabili non pagarono mai per l'orrendo crimine. Nessuno fece mai un solo giorno di prigione. Alcuni ai più alti livelli vennero addirittura successivamente promossi. In particolare Zhào Wànfù - 趙萬富, comandante in capo delle truppe di stanza nell'arcipelago, raggiunse i più alti livelli di comando, ed alla sua morte ricevette tutti gli onori, compreso un discorso dell'allora presidente della ROC, Ma Ying-jeou, che lo additò quale esempio di "lealtà, diligenza, coraggio, perseveranza, intelligenza, saggezza, intuizione e competenza".
Il governo della Republic of China non si scusò mai per l'accaduto, né offrì un risarcimento ai parenti delle vittime.


Fonti:
https://en.wikipedia.org/wiki/1987_Lieyu_massacre
http://mypaper.pchome.com.tw/kuan0416/post/1304293327
https://taconet.pixnet.net/blog/post/38353213